Il pane come via di trasformazione
La cuccuma Idee, saperi e sapori
DI CHE PASTA SIAMO FATTI?
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Il pane come via di trasformazione
Ogni movimento è esatto, ogni gesto necessario. La farina vola nell’aria come una polvere luminosa, si posa sulle mani, sui capelli, sulle ciglia.
Lei è mia nonna, e io sono la bambina che la guarda con il mento appoggiato al tavolo di legno, cercando di capire come si trasforma la farina in vita. Le sue mani si muovono forti e sicure, come se compissero un rito antico [...] Quel primo giorno, quando misi le mani nella farina e nell’acqua, sentii qualcosa scattare dentro. Era come tornare a respirare dopo tanto tempo. L’impasto si muoveva sotto le dita, vivo, cedevole, imprevedibile. Io lo seguivo, imparando a capire i suoi tempi, a leggerne i segnali. Quando il forno mi restituì la prima pagnotta, profumata e imperfetta, capii che la mia vita aveva trovato la sua direzione. In quell’impasto c’era tutto: la storia dei campi, del sole e delle stagioni.
[...] Quando le persone assaggiano il mio pane e dicono “sa di grano”, sorrido. Per me il pane è diventato una forma di “restituzione” – alla terra, alla mia comunità, alle persone che mi hanno insegnato il valore del lavoro e della condivisione. Fare il pane significa costruire legami, prendersi cura degli altri, raccontare la propria storia attraverso la materia.
(Francesca Casci Ceccacci)




