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Vite virali al tempo dell’immunità fragile di Franco Canestrari, Nerio Cariaggi e Silvano Tagliagambe. Illustrazioni dell’artista Giovanni Schiaroli

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9788831361781

Descrizione

La fragilità è il sentimento di questo periodo, l’espressione dei tempi e abbiamo bisogno di capire, così gli autori di questo libro, con lo scopo principale di riflettere insieme, hanno cercato di spostare il punto di osservazione e quindi la nostra attenzione non solamente sul virus quale responsabile principale della pandemia, ma, adoperando come si usa fare in fotografia “il grandangolo”, hanno allargato il campo della visuale per comprendere il ruolo svolto dal contesto sociale e storico del momento e la ricaduta sulla salute.

 

Nel ricordo della sofferenza nel mondo ed esprimendo gratitudine verso tutti gli operatori sanitari, gli autori nel volume hanno colto l’occasione per rinnovare la speranza che gli errori e le diverse opinioni degli addetti ai lavori possano servire per una crescita comune e che non diventino strumenti di contrasti sociali.

 

È un libro di riflessioni sulla situazione sanitaria che stiamo vivendo prima fra tutte la considerazione che forse alla luce delle nuove e più avanzate evidenze scientifiche non ha più molto senso parlare del nostro corpo in termini di esterno ed interno o dentro e fuori perché siamo interconnessi con l’ambiente.

Gli stessi microrganismi fanno parte sia del nostro ecosistema interno che di quelli esterni e dobbiamo preservarli entrambi ! In futuro, ragionando in termini di connessione e condivisione si parlerà sempre più di con-dividui anzichè di in-dividui.

In tutti questi mesi abbiamo vissuto questa pandemia sempre più in termini numerici e mediatici ma non abbiamo sentito voci fuori del coro che si fossero preoccupate di tranquillizzare i soggetti specie anziani ed impauriti, con consigli di prevenzione di base nell’ambito delle malattie infettive e di come ridurre lo stress indotto da tante notizie spiacevoli, proposte in maniera incalzante ed inducenti il panico.

Una grave lacuna che nel volume si è cercato di colmare in alcuni capitoli dedicati. Gli stessi medici si ritrovano spesso persi quando la tecnologia non è più in grado di aiutarli e disorientati, avendo demandato in questi ultimi anni tutto alla tecnologia e sempre meno alla clinica, non riuscendo spesso a guardare al malato ma pensando sempre più in termini di malattia!

Il libro contiene i saggi di tre autori. Il primo, di Franco Canestrari, affronta il compito di indagare la malattia nella sua tecnicità che costituisce fonte di incertezza per gli stessi specialisti, non a caso mai tanto divisi come in questa circostanza su cause, effetti e provvedimenti da prendere. Una parte del libro rivolta anche agli operatori del settore sanitario, con un’analisi competente e rigorosa, opportunamente alleggerita dal racconto delle vicende, anche di amici e colleghi, e da un’originale “intervista” al virus che, come forma di vita, esprime un suo giudizio sulla pandemia, sottolineando gli errori commessi da noi umani.

Ma il Covid-19 investe e tocca da vicino qualcosa che è indispensabile agli esseri umani: il bisogno e la capacità di comunicare, di esprimere e rivelare la propria esperienza fondamentale, che pone in primo piano la questione cruciale della differenza tra informazione e comunicazione. La seconda parte di Nerio Cariaggi affronta questa delicata tematica facendone il filo conduttore di una narrazione, che ha per oggetto le vicende umane e le tante contraddizioni di politici ed esperti che si sono confrontati/scontrati su questo momento pandemico.

Ecco quindi che per la sua complessità il Covid-19, come oggetto dell’esperienza e della conoscenza, fa vacillare i nostri stili di pensiero tradizionali e consolidati.

L’emergenza in cui ci troviamo sta evidenziando sempre più che per noi la previsione non è un fine, ma un mezzo, uno strumento per assumere decisioni efficaci, per cui è necessario abbandonare l’idea unidimensionale di «previsione» per passare a quella ben più complessa di «strategia», basata sul ruolo attivo dell’osservatore e sulla sua capacità di costruire scenari nuovi, capaci di fare adeguatamente fronte alle sfide che l’umanità deve affrontare oggi nel suo non facile rapporto con l’ambiente e la natura. E’ di questo che ci parla Silvano Tagliagambe, nella terza parte del volume, con marcati riferimenti storici, epistemologici e scientifici e in qualche modo propone una sua chiusura del cerchio del racconto del libro.

 

Il sociale si incarna nel biologico, in questa pubblicazione, perché ci sono oggi importanti evidenze epigenetiche (si parla di “genomica sociale”) che dimostrano quanto gli stili di vita con le abitudini alimentari in testa, e le differenze socio economiche, siano in grado di modulare i nostri geni.

Questa complessa articolazione di temi, per essere resa e proposta al lettore in modo convincente, necessita della forza sintetica di immagini capaci di stimolare l’immaginazione e di tessere un virtuoso intreccio tra la cognizione e l’emozione. Questo è il compito assolto splendidamente dalle illustrazioni dell’artista Giovanni Schiaroli, che riescono a evocare, a proposito del tema inquietante della pandemia, atmosfere che smuovono la coscienza e la mobilitano, e che sono, proprio per questo, una manifestazione autentica e genuina dell’etimologia della parola “emozioni”, da “e-pandemia, atmosfere che smuovono la coscienza e la mobilitano, e che sono, proprio per questo, una manifestazione autentica e genuina dell’etimologia della parola “emozioni”, da “e-movere”, commuovere, agitare, turbare.

 

Un’occasione per tornare indietro nel tempo, al fascino dei libri con illustrazioni originali di artisti anziché alle fredde immagini attuali da computer!

 

Le tre parti che compongono il volume, curate da colleghi con competenze specifiche diverse, sono tenute insieme da un comune pensiero unificante convinti che stiamo oggi soffrendo di un eccesso di parcellizzazione e compartimentazione dei saperi.

 

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