Dal Manifesto di Ventotene al Trattato di Lisbona, da Altiero Spinelli all’Unione europea, dallo Stato di diritto alla libertà dei diritti
Con le prefazioni di Roberta Angelilli, Paolo Meucci, Milena Bertani, Alessandro Di Sciascio
Simone
LA “MIA” STORIA EUROPEA
€ 18,00
Dal Manifesto di Ventotene al Trattato di Lisbona, da Altiero Spinelli all’Unione europea, dallo Stato di diritto alla libertà dei diritti
Con le prefazioni di Roberta Angelilli, Paolo Meucci, Milena Bertani, Alessandro Di Sciascio
La mia storia europea è il racconto di un viaggio dentro l’idea e l’esperienza dell’Europa. Un viaggio personale, culturale e politico che prende avvio da Senigallia e conduce nel cuore delle istituzioni comunitarie, a Bruxelles, per poi tornare indietro nel tempo, fino al Manifesto di Ventotene e alla visione federalista di Altiero Spinelli. Attraverso una narrazione che intreccia memoria, studio e testimo- nianza diretta, Massimo Bello accompagna il lettore nei luoghi simbolo dell’Unione europea e nei passaggi decisivi della sua costruzione: dalla nascita del Movimento Federalista Europeo al Progetto di Trattato del 1984, dall’Atto Unico a Maastricht, fino al Trattato di Lisbona. L’Europa emerge così non come un’entità astratta o burocratica, ma come un progetto politico vivo, fatto di persone, istituzioni, conflitti, compromessi e ideali.
Al centro del volume si staglia la figura di Altiero Spinelli, padre del federalismo europeo, di cui l’autore ricostruisce il pensiero, l’azione e l’eredità, mostrando come la sua visione continui a orientare il cam- mino dell’Unione contemporanea. Accanto alla dimensione storica e politica, il libro esplora lo spazio giuridico europeo, lo Stato di diritto, le libertà fondamentali e il ruolo delle Corti, offrendo uno sguardo rigoroso ma accessibile sul diritto dell’Unione.
La mia storia europea non è un’autobiografia né un manuale giuridico. È il diario di una maturazione civile e culturale, il racconto di un’Europa vissuta dall’interno, osservata con spirito critico e partecipazione autentica. Un invito a riscoprire l’Europa come orizzonte con- diviso, come promessa per il futuro e come responsabilità collettiva.

Massimo Bello è avvocato e collabora come assistente nelle catte-
dre di diritto amministrativo e diritto dell’Unione europea, al Dipartimento
di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Macerata, con i professori
Stefano Villamena e Gianluca Contaldi.
È membro della Società italiana degli avvocati amministrativisti (S.I.A.A.)
e socio senior di AIGA (Associazione italiana giovani avvocati). È
stato Sindaco del Comune di Ostra Vetere (nelle Marche) per due
mandati (2004-2013), Consigliere provinciale di Ancona (2002-
2012) e Consigliere comunale di Senigallia (1994-2004). Dal 2018
al 2020, è stato Consigliere del Comune di Ostra Vetere e Consigliere
dell’Unione dei Comuni “Le Terre della Marca Senone”. Dal 2020 è
Presidente del Consiglio comunale di Senigallia. La sua esperienza
istituzionale e amministrativa, insieme alla ricerca e allo studio del sistema e delle fonti del diritto delle autonomie locali, lo ha portato ad occuparsi anche delle dinamiche dell’Unione europea, con particolare riferimento allo studio del sistema giuridico e alla storia, che hanno edificato la casa comune europea, soffermandosi in un’indagine sulla forza e sulla responsabilità del pensiero di Altiero Spinelli, oggi più che mai necessario per comprendere la posizione e il futuro dell’Europa nello scacchiere internazionale. Ha avuto anche una lunga esperienza nelle istituzioni europee, in particolare all’Europarlamento, come assistente nello Staff del Vice Presidente al Parlamento europeo, on. Roberta Angelilli, dove ha maturato un’esperienza formativa e di relazioni istituzionali, vivendo nella capitale belga. Oggi rappresenta la città di Senigallia in AICCRE (Associazione italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa), di cui è Presidente della Federazione marchigiana e membro dell’Ufficio di Presidenza nazionale. Fa parte della delegazione italiana di AICCRE nel Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (CCRE-CEMR), con sede proprio a Bruxelles, che è uno dei principali organismi europei di rappresentanza degli enti locali e delle regioni. Nell’Ufficio di Presidenza nazionale AICCRE gli è stata affidata la delega alla revisione e all’adattamento delle politiche urbane in chiave interculturale, finalizzate a sviluppare strategie per la gestione della diversità, promuovere l’inclusione, prevenire la discriminazione e diffondere buone pratiche nei servizi municipali, con riferimento alle città del bacino mediterraneo e dei Balcani, nell’ambito di un quadro di cooperazione internazionale tra amministratori locali. L’Europa, del resto, vive in queste frontiere culturali, nel dialogo tra identità diverse, nella capacità di costruire linguaggi nuovi. È membro, inoltre, del Forum delle Città adriatiche e dello Ionio (FAIC) in rappresentanza della città di Senigallia.




